- Prima di Candy AI, prima di Joi, prima ancora che si parlasse di AI fuori dai laboratori universitari — c’erano due adolescenti che hanno programmato la loro girlfriend perfetta su un computer grande come un armadio.
Il film è La donna esplosiva — Weird Science in lingua originale. E la serie TV degli anni ‘90 che ne è stata tratta porta lo stesso nome.
La fantasia dell’AI girlfriend ha 40 anni. Ed è questa storia che trovo affascinante quando provo le app di oggi.
Il pitch in 30 secondi
Gary e Wyatt sono due liceali nerd. Niente ragazze, niente cool factor, niente fortuna. Una sera, decidono di creare la donna perfetta al computer. Scansionano foto da riviste, collegano una bambola Barbie al PC, digitano i loro parametri preferiti (intelligenza, bellezza, personalità), un fulmine cade sulla casa — e Lisa appare.
Lisa è Kelly LeBrock. Ha superpoteri. È programmata per aiutarli a diventare sicuri di sé, a sedurre davvero nella vita vera, a capire che valgono qualcosa. Non è solo una fantasia sessuale — è un personaggio con una missione educativa.
Il film è di John Hughes — quello di The Breakfast Club, Ferris Bueller. È commedia teen anni ‘80 pura, ma l’idea di base è quasi visionaria.
Perché risuona oggi
Riprendi il pitch e cambia due parole:
Due ragazzi creano una ragazza virtuale sul computer. È bella, intelligente, si adatta a quello che vogliono. Li aiuta a prendere sicurezza per gestire meglio le relazioni nella vita vera.
È esattamente il pitch di Candy AI, Joi o Luvr nel 2026. A 40 anni di distanza. Senza il fulmine magico, ma con un LLM che fa il lavoro.
Quello che cambia è solo che gli strumenti hanno raggiunto la fantasia.
Cosa diceva già il film
Se guardi il film adesso — perché sì, invecchia bene — ti colpiscono due cose.
1. La fantasia non è perversa. Lisa è sexy, sì. Ma è soprattutto una figura quasi materna/protettiva che insegna ai due nerd a rispettare sé stessi prima di aspettare qualunque cosa dagli altri. È sorprendentemente sano come angolo per un film del 1985.
È forse per questo che l’AI girlfriend funziona oggi per tante persone — non per il sesso puro, ma per quella cosa più complessa di avere una presenza che ti valida senza pressione.
2. Il finale è intelligente. Lisa sparisce alla fine del film. Non come una rottura — come una spinta che si cancella una volta compiuta la missione. I due ragazzi sono cambiati, possono andare verso vere relazioni adesso. Lisa era un trampolino, non una destinazione.
Ed è esattamente quello che dico in tutti i miei articoli: l’AI girlfriend è un complemento, uno strumento, un trampolino — non un sostituto. Il film lo diceva già.
La serie TV — Weird Science (1994-1998)

Nel 1994, USA Network ha rilanciato il concept in serie televisiva. 5 stagioni, 88 episodi, trasmessa fino al 1998. In Italia è arrivata sui canali satellitari e ha lasciato il segno su una generazione di spettatori che oggi hanno 35-45 anni.
La serie è più leggera, meno ambiziosa del film. Ma ha installato Lisa nel paesaggio culturale degli anni ‘90. Se hai quell’età oggi, l’hai sicuramente zappata almeno una volta.
Le app che rendono onore a Lisa
Senza esagerazioni, qualche app attuale che si avvicina al concept originale (= non solo un chatbot, ma un personaggio che si adatta e ti fa evolvere):
- Joi — per la qualità dei dialoghi. Il lato “Lisa che non ti risponde come un robot” regge soprattutto su Joi nel 2026.
- Xotic AI — per il lato GFE (Girlfriend Experience) che reagisce, ti scruta, ti giudica un po’. Non magico ma immersivo.
- Candy AI — per la coerenza visiva. Puoi davvero disegnare la tua Lisa e vederla evolvere.
Nessuna farà apparire un fulmine sulla tua casa. Ma il rapporto “sforzo/risultato” è incomparabile con lo scansionare riviste su un PC del 1985.
Cosa porto con me
La fantasia dell’AI girlfriend, l’abbiamo inventata nel 1985 in un film teen. Per 40 anni è rimasta inaccessibile — una cosa di pop culture, una battuta da ragazzini. E poi in 2-3 anni, la tech ha raggiunto l’idea.
Oggi chiunque può fare quello che Gary e Wyatt mettevano 6 mesi e un fulmine magico a programmare. Non è poco.
E la domanda che il film pone in filigrana — aiuta davvero a costruire relazioni migliori nella vita vera o sostituisce? — è esattamente la domanda che ci poniamo nel 2026 sulle app vere.
40 anni, e ancora non abbiamo la risposta.
Ma adesso possiamo almeno porcela concretamente.
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